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AIDA: l’intelligenza artificiale applicata allo spazio

Immaginate di svegliarvi al mattino, trovare un androide che vi prepara il caffè e poi vi accompagna al lavoro. Un altro vi aspetta in ufficio e poi ce n'è uno che risponde alle vostre e-mail. Si comportano come noi perché hanno imparato a pensare come noi, agire come noi, semplicemente osservandoci e memorizzando dati. Bene, ora smettete di immaginare, perché tutto ciò sta già accadendo. Come nei migliori film fantascientifici sull'intelligenza artificiale, la nostra società è ormai invasa da macchine, programmate per capirci, per ripetere le nostre azioni. La scienza, di nascosto, ne fa uso da molti anni.

AIDA (Artificial Inteligence Data Analysis) è un progetto scientifico finanziato dalla Comunità Europea, nell’ambito del programma Horizon 2020 (COMPET-4), dal costo totale di 1.5 milioni di Euro, che coinvolge diverse Università, dove l'UNICAL ha un ruolo da protagonista. Questa collaborazione interdisciplinare sarà dedicata all'intelligenza artificiale, applicata all'analisi di dati spaziali. Un team di scienziati, diretto dai ricercatori Sergio Servidio e Francesco Valentini  del Dipartimento di Fisica dell’UNICAL, costruirà i “pezzi” di questo algoritmo. Il codice analizzerà una mole enorme di dati provenienti da tutti i satelliti presenti nel nostro sistema solare. L'intento è quello di creare, appunto, un sistema intelligente che prima legga ciò che ci giunge dallo spazio e poi lo elabori per portare a nuove scoperte scientifiche, rivelare eventuali anomalie e riconoscere strutture. AIDA farà il lavoro “sporco” di rovistare tra infinite informazioni, alleggerendo dalle mansioni più pesanti i ricercatori (che spesso trascorrono notti insonni di fronte ad un computer, per scandagliare sequenze infinite di segnali alla ricerca di una scoperta). Il nostro avatar ci avviserà anche di possibili eventi estremi, potenzialmente pericolosi per i satelliti e per gli astronauti.

AIDA sarà un prodotto rivolto a tutti, costruito in un linguaggio di programmazione open source (totalmente libero), Python. Questa scelta della “intelligenza artificiale libera” abbatterà notevolmente i costi della ricerca, rendendo la scienza accessibile a tutti -  come è giusto che sia. Il codice-umanoide lavorerà in un ambiente virtuale, sfruttando potenti supercomputers presso il Dipartimento di Fisica dell’UNICAL ed il centro di calcolo CINECA. Avendo accesso ai più grandi database messi a disposizione dall'ESA e dalla NASA, AIDA collezionerà informazioni e scoperte, catalogandole su un sistema libero di cloud storage.

Ritornando alla fantascienza che sempre ci ispira, speriamo di gestire AIDA al meglio, prima che AIDA inizi a gestire noi …

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