RubricaRubrica Cerca nel sitoCerca nel sito ModulisticaModulistica WebmailWebmail
Il Dipartimento sui social: Seguici su Facebook Seguici su Facebook Seguici su Youtube

Contenuti pagina [0] | Menù [1] | Copyright e credits [2]

Dipartimento di Fisica

Sei in »» Evoluzione delle tecnologie per il Calcolo e le Reti al Dipartimento di Fisica dell’UniCal
(in onore del prof. P. Veltri)
N. Guarracino
» Eventi

Evoluzione delle tecnologie per il Calcolo e le Reti al Dipartimento di Fisica dell’UniCal
(in onore del prof. P. Veltri)
N. Guarracino
Data Evento Martedì 31 Dicembre , alle ore -
Email Per informazioni scrivere a: nicola.guarracino@fis.unical.it
Link Esterno Per ulteriori informazioni visitate il sito web: nicola.guarracino@fis.unical.it

Evoluzione delle tecnologie per il Calcolo e le Reti al Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria.

(in onore del Prof. Pierluigi Veltri)


A cura di Nicola Guarracino


Gli inizi degli anni 80 vedono una significativa evoluzione delle tecnologie informatiche. Fino a quel momento calcolare voleva dire utilizzare i cosiddetti Mainframe, macchine costose e voluminose e per questo centralizzate in pochi Centri di Calcolo. Inizialmente occorreva recarsi presso di essi, sottoporre il proprio programma attraverso la lettura delle schede perforate (il Job) ed attendere i risultati a stampa (il tabulato). Successivamente furono introdotti i terminali alfanumerici, collegabili con linee seriali a breve distanza o a distanza geografica, tramite coppie di modem collegati attraverso la rete telefonica.
Il passo successivo, dovuto alla miniaturizzazione elettronica, fu il Minicomputer. Si trattava di macchine molto più compatte ma che richiedevano comunque ambienti dedicati per l’installazione. Tuttavia, la loro economicità rispetto ai Mainframe ne favorì la diffusione, soprattutto nell’ambito accademico. Quasi contemporaneamente iniziò l’era dei Personal Computer e con essa la tecnologia delle reti locali (Local Area Network - LAN).
Nel 1986 il Dipartimento di Fisica, per volontà del Prof. Pierluigi Veltri, realizzò il proprio Centro di Calcolo dotato di un Microvax II della Digital Equipment Corporation (DEC). La macchina era acceduta tramite una rete di terminali alfanumerici che fu presto affiancata dalle reti AppleTalk per i Macintosh ed Ethernet per i PC. Il centro crebbe in fretta con la realizzazione di una nuova sala macchine che ospitò un VAX 6310 DEC a cui se ne affiancò un altro riservato all’automatizzazione del servizio bibliotecario di Ateneo.
Parallelamente al mondo dei Computer, le reti telematiche stavano subendo un cambiamento altrettanto epocale.
Fino a quel momento esse furono basate su protocolli e architetture proprietari. Le più diffuse delle quali erano la “Systems Network Architecture” di IBM con la sua rete BITNET (riservata alla ricerca scientifica) e la “Digital Network Architecture” della DEC con le reti DecNet, anch’esse prevalentemente diffuse nel mondo della ricerca ed accademico.
Il Dipartimento usava sporadicamente la rete BITNET attraverso un Gateway offerto dal Consorzio CRAI ed era connesso alla rete della ricerca italiana GARR via DECnet, i cui servizi applicativi (posta elettronica, sessioni di login remoto, trasferimento file) erano già intensamente utilizzati dai ricercatori.
Ma nel mondo iniziava a diffondersi la rete ARPANET (Advanced Research Projects Agency NETwork), antesignana di Internet, nata dal progetto DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) del Dipartimento della Difesa americano, declassificato nel 1983.
Sia le reti proprietarie che la rete ARPANET utilizzavano il principio della commutazione di pacchetto in opposizione alla commutazione di circuito. Il primo esperimento in merito, venne condotto nel 1969 negli USA in ambito del progetto DARPA, col collegamento di due computer a 500 km di distanza.
L’idea geniale della commutazione di pacchetto fu quella di applicare il concetto di condivisione di risorsa informatica, già utilizzato negli elaboratori, alla trasmissione dati.
Nei sistemi operativi degli elaboratori, la tecnica della condivisione di tempo (Time Sharing) assegnava ciclicamente l’unità centrale ad ogni utente, fornendo così ad essi la percezione di un uso esclusivo dell’elaboratore stesso.
In ambito della trasmissione dati occorreva quindi trovare un modo per far condividere da più utenti un singolo canale trasmissivo.
La soluzione trovata fu la suddivisione del flusso trasmissivo in parti più piccole ed indipendenti denominate pacchetti, fornendo così ad ogni utente della rete la percezione di utilizzare il canale trasmissivo in forma esclusiva. In altre parole su un singolo canale trasmissivo (ad esempio un circuito telefonico tradizionale, dunque di una rete a commutazione di circuito) i flussi dei dati delle applicazioni di più utenti potevano fluire indipendentemente uno dall’altro.
Naturalmente, poiché “nessun pasto è gratis”, questa suddivisione ha il costo di dover etichettare ogni pacchetto al fine di ricostruire a destinazione il flusso del singolo utente/applicazione. Ma un altro interessante vantaggio della commutazione di pacchetto è la tolleranza ai guasti, essendo molto semplice dirottare i pacchetti verso altra strada se quella principale dovesse subire un’interruzione.
Ma ARPANET, oramai Internet, vuole dire anche protocolli pubblici e aperti a tutti, quelli infrastrutturali discendono dagli sviluppi del progetto iniziale e sono il TCP/IP, ma tanti altri ne vengono sviluppati in tutto il mondo e sottoposti alla comunità di esperti “Internet Engineering Task Force” (IETF) che li pubblica nei famosi documenti “Request For Comment” (RFC), prassi tutt’ora in uso.
In Italia nel 1986 viene scambiato il primo pacchetto tra il CNR-CNUCE di Pisa e gli USA. Nella primavera del 1990 chi scrive ottiene, dall’autorità nord americana preposta, l’assegnazione della numerazione IP 160.97.0.0 (65534 indirizzi), tuttora utilizzata dall’Ateneo e realizza la connessione dell’UNICAL alla rete GARR per il protocollo IP, affiancandolo al protocollo DecNet che sarà poi dismesso nel 1993.
Oggi il Dipartimento di Fisica ha un Servizio Calcolo e Reti con i seguenti principali servizi:

  • due cluster di server per il calcolo parallelo;

  • cloud dipartimentale;

  • Il Data Center ReCaS, finanziato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, connesso direttamente alla rete GARR alla velocità di 10Gbit/s in modalità dual stack IPv4/IPv6;

  • Cablaggio strutturato capillare (dati e telefonico integrato);

  • Rete Wi-Fi a copertura capillare;

  • Dorsale LAN ad 1Gbit/s-10Gbit/s;

  • Postazioni di lavoro a 100Mbit/s-1Gbit/s.